“(...) come ci si può ispirare a qualcosa che non si sente sulla pelle? Nella carne?
Le nostre opere, noi, siamo quello che vediamo, che sentiamo, che beviamo, che baciamo, che odiamo, che leggiamo, che guardiamo, che annusiamo, che ricordiamo, che ripudiamo.”
Basta questo estratto d'intervista per raggiungere Silvia Mei, pittrice sarda vivace e diretta. Eppure non basta perché le sue immagini sono ricche di contenuti complessi quanto le sue tele sono fatte di strati polimaterici.
Scopritela assolutamente!

Noi ne abbiamo parlato a pagina 24 di Stanze/donna:



 

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